FLATFORM. STORIA DI UN ALBERO

Periodo di svolgimento
18/07/2020 – 13/09/2020

Luogo

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo,

Via Modane, 16 – Torino

Modalità di ingresso

Ingresso 7

Ingresso ridotto € 5

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Flatform. Storia di un albero

Dal 18 luglio al 13 settembre 2020, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, presenta, nella project room, la videoinstallazione Storia di un Albero, opera di Flatform prodotta dal Museo Nazionale del Cinema con il sostegno dell’Italian Council del Mibact.

Storia di un Albero è un ritratto. Il soggetto di questo ritratto è un organismo vivente non umano ma anche il territorio che lo circonda e che l’albero abita da molto tempo. La

ritrattistica, genere fondamentale di tutta la storia dell’arte, viene approcciata da Flatform con quest’opera che riscrive la natura del soggetto, le modalità di sviluppo e la tecnica di espressione del ritratto.

Infatti, in Storia di un albero il soggetto viene ritratto tramite immagini in movimento e suoni spazializzati che ne restituiscono la natura e la funzione, come fosse un ideale testimone di quasi mille anni di storia di un intero territorio. L’albero al centro dell’opera è una quercia nata circa 900 anni fa, nota anche come la “Quercia dei Cento Cavalieri”, e il luogo è l’area della città di Tricase.

Questo organismo vegetale, vita in continua crescita ma anche elemento fisso e inamovibile, è un perenne testimone dello sviluppo del suo luogo di appartenenza, delle storie che lo hanno attraversato in quasi mille anni e delle culture e delle lingue che si sono succedute e che tuttora coesistono.

La video-installazione presentata alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo è formata da una scultura robotizzata dotata di un videoproiettore che trasmette il film su tutte le

superfici dello spazio espositivo. Il film si muove a 360° su tre assi, scorrendo sulle quattro pareti, sul pavimento e sul soffitto della sala. In questo modo il dinamismo delle immagini restituisce i movimenti di macchina, realizzati tramite droni e steadycam, che hanno scritto il lungo piano-sequenza che costituisce il film così ambientato nello spazio espositivo.

La durata del ciclo di movimenti del videoproiettore coincide con quella del film (circa 22 minuti) mentre il suono, spazializzato tramite 8 fonti disposte nella sala, permette al visitatore di immergersi nel vortice non solo visivo ma anche sonoro creato dall’opera.

Orari visita: sabato e domenica dalle 12.00 alle 19.00

Prenotazione obbligatoria qui

o mandando una mail a biglietteria@fsrr.org